Hybris. Life Ordinary #3

Non si sfidano gli Dei.
Regola numero uno. Non si sfidano gli dei.
Per chi non lo sapesse perchè non ha fatto lo scientifico, il classico eccetera lo Hybris (detto iubris) è il “me la tiro talmente tanto e talmente male che fanculo tutti e tutto sopratutto quegli Dei della ceppa.” ovvero, lo sfidare gli Dei sentendosi più faighi di loro.

Conseguenze? La “DEVASTAZIONE”.

Per esempio, io oggi ho sfidato gli dei. L’ho fatto.
Sono una persona orribile. Ma lo sono davvero?
In uno sprazzo di ulissiana volontà, stamani per abbreviare ho deciso di lavarmi i denti mentre avevo una camicia Bianca.

Già abbottonata.

LO SO EH? PAZZESCO. PAZZESCO.
ED è RIMASTA BIANCA. Follia. FOLLIA!

Ma gli Dei non potevano accettare quest’onta senza rispondere. Ed è per questo che contro di me han scatenato forze oscure e potenti!

In poche parole: mi sono giocata un paio di scarpe, un ombrello e 3 ore della mia vita in un buco tra una lezione e un altra. MAI SFIDARE GLI DEI. MAI SFIDARE GLI DEI.

UPDATE: Mentre stavo clikkando per postare questo post, il mio computer è MORTO! Coincidenze? Adam Kadmon non crede.
Infine, sono andata in bagno e la cartigenica era finita! Ma era troppo tardi per accorgersene!

Quando finirà questo castigo? QUANDO?

Web-Comics #3: Girls with slighshots

Girls With Slighshots
Traduzione: Ragazze con la fionda
Autore: Danielle Corsetto (di origine italiana)
Lingua: Inglese
Uscita: una al giorno dal lunedì al venerdì, ma le date possono variare.
Merchandise: Presente: Tazze, libri, per un periodo un cuscino di McPedro, non so se tornerà in distribuzione.
Personaggi:
Hazel: Protagonista, laureata in lettere, cambierà diversi lavori tra le serie, tra cui la scrittrice di articoli per il magazine “Pussy Whipped” e la barista.
Jamie: Migliore amica della protagonista, è tenera, innamorata dell’amore e per questo una “love detective”
McPedro: cactus Parlante. Si. Hai letto bene. Cactus. Parlante. Irlandese tra altro.
Clarice: Bibliotecaria di Giorno, mistress di notte. Devo dire altro?
Jameson: il barista sexy. Sposato con maureen, è il leader del gruppo maschile
Candy: Prova odio profondo per tutto. Si, anche per te, lurida merdina.
Zach: nella storia farà un tira e molla con Hazel. Si è scopato 300 ragazze nel corso della storia.
Thea: redattrice di “Pussy Whipped” vuole sposare la sua ragazza Mimi
Mimi: ragazza di Thea, fa parte di un gruppo di rollerblader professioniste.
Carol: Mamma di Hazel. Sa sempre tutto.
Maya: sorella di Thea, lotta con il cancro, ha una figlioletta pucciosissima.
Trama: La storia gira attorno ad Hazel e Jamie e alle loro situazioni d’amore e di lavoro, senza scordarsi mai del gruppo degli amici e relative relazioni.
Grafica: la grafica cambia moltissimo negli anni, si comicizza sempre di più. Passa da un disegno più grafico reale ed abbozzato ad uno più preciso, ma con meno definizione dei particolari. Inoltre più si va avanti più verranno colorate. La scala di colori in una striscia difficilmente cambia.
Comicità: basata soprattutto sulle situazioni, molto spesso si tratta di comicità alcolica. Discretamente vicina a quella di “Questionable Content”.
Voto: 4 su 5!

Vergini sfigate e adolescenti indemoniate. Inchieste di cui potremmo fare a meno.

“Attenzione uomini: frotte di lolite si aggirano fameliche per le strade delle nostre città in cerca di qualcuno che accetti la loro verginità; sono assatanate e determinate, qualsiasi sarà il vostro aspetto, la vostra età, la vostra personalità, non importa, non accettano no, la cosa più importante è darla entro i tempi prestabiliti.”
comunicazione di genere ha vinto tutto

Condoglianze su facebook: la nuova soglia del trucido. Life ordinary #2

Arrivato l’anno nuovo, nella mia vita si sono presentate anche una brutta serie di novità, tra cui un lutto grave di un mio conoscente.
Per questo oggi sono andata al funerale. Lasciamo stare la visione di gente che non volevo vedere, che se non ti ho visto negli scorsi anni un motivo ci sarà, ma andiamo direttamente al punto di svolta.
Non sono potuta rimanere per la funzione perché purtroppo avevo degli appuntamenti irrimandabili (questioni di salute, mica cazzeggio), e dopo il mio impegno sono passata al bar per prendermi un caffè al ginseng.
Incontro lì una vecchia compagna di scuola. La saluto, le chiedo come va, e se anche lei era passata al funerale per dare appoggio alla nostra conoscenza comune.
Noto allora la sua sorpresa, e mi dice di non sapere nulla. Mi dice però che non c’èra problema, e che rimediava subito.
È allora che accade il fattaccio.
Tira fuori il telefono, apre l’app di facebook, raggiunge il contatto del conoscente, e gli scrive in bacheca.
Delle condoglianze.
In bacheca.
Io mi blocco.
Perché?
Condoglianze in bacheca? Neanche un messaggio? Proprio lì, sul diario, come ad avvertire tutti del fatto che è morto un parente a quella persona?
Molte domande nascono nella mia mente.
Abbiamo davvero manie egoiste tali da dover diventare protagonisti anche del lutto altrui?
Nascerà una nuova app su face book per i morti della gente.
“è morto il padre di Girolamo Savonarola, scrivigli in bacheca!”
 Mi ritrovo a pensare come mi sentirei se la gente mi scrivesse in bacheca una cosa del genere.
Sei lì, stremata dopo una settimana dove hai attraversato la tua tragedia, e decidi che per staccare dieci minuti il cervello dalla tua tragedia, puoi buttarti al computer.
Non apri le e-mail, sai che c’è là in mezzo.
Non apri neppure i messaggi face book, ci clikki sopra e ci riclikki giusto per non avere l’irritante segnalino rosso delle notifiche.
E poi li vedi.
A decine sul tuo diario.
“Condoglianze”
“Siamo vicini al tuo dolore”
“*inserire membro della famiglia* ci è stato molto vicino, siamo sofferenti per la tua perdita”

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selfie w/ mah granny 

PUTTANATE.
Centinaia, centinaia di PUTTANATE.
Se fossi seriamente dispiaciuto non lo pubblicheresti in bacheca con unico scopo quello di far vedere al mondo che anche tu hai fatto le tue condoglianze.
Che anche tu per oggi hai fatto ciò che le brave persone fanno.
Mi scriveresti un cazzo di messaggio privato.
Ma no, tu hai paura. Si cazzo, hai paura, hai paura del: “Visualizzato alle xx:yy”. Hai il terrore di quella scritta, perché se da un lato quando mandi il messaggio saprai esattamente quando alleggerirti la coscienza, dall’altro ti prende il panico, perché non sai minimamente cosa rispondere se l’altro dovesse scriverti qualcosa di diverso da “grazie del pensiero, è stato molto apprezzato.”
Ecco perché sto una merda.
Perché io so, e lo so perfettamente, che lo stesso lutto grave potrebbe succedermi in ogni momento, come a tutti d’altro canto.
E ho il panico. Il panico che mi scrivano “Siamo vicini al tuo dolore” sulla bacheca, perché potrei in un momento di insensato furore scrivergli di farsi fottere, che al mio dolore serve aria e loro lo soffocano, che potevano bruciarsi due click in più e scrivermi un cazzo di messaggio privato, e che possono tranquillamente prendere il loro perbenismo e buttarselo su per un noto orifizio.
E magari, dietro il freddo e duro schermo, io non so che stanno soffrendo davvero per la mia perdita, che stanno DAVVERO provando emozioni, che non sono solo dei soggetti che devono mostrare al mondo che hanno fatto la cosa giusta.
La tecnologia ha ucciso anche l’ultimo briciolo di umanità che ci restava.

 

Buon anno a tutti! Life ordinary #1

Nuovo anno, nuova vita.
Quattro parole, una caterva di puttanate.
E si, caterva esiste come termine, e non è caterba. Googlatelo.

Detto questo, descriviamo a posteriori come avviene la fine dell’anno.
Cibo.
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Partiamo dalla cena; o meglio, il CENONE.
Non basta scrivere cenone, no, ci vuole il caps lock.
Il CENONE è questo rito che siamo costretti a ripetere anno dopo anno, in cui vostra madre prepara abbastanza cibo da soddisfare un esercito di un piccolo stato, anche se siete voi, i vostri genitori, vostro/a fratello/sorella, quattro zii e due cugini in croce.
Saltiamo il capretto, il coniglio, il capitone, il san squash o qualunque cosa mangiate tipicamente nella regione e passiamo direttamente a quello che tutte le madri fanno dappertutto.
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Il cotechino e le lenticchiecheportanosoldi.
Perché se si considerasse solo la pietanza in se, si potrebbe passare avanti tranquillamente, ma no! Perché grazie a quella credenza tipica del “le lenticchiecheportanosoldi” vedi i parenti che ti costringono a ingurgitare cucchiaiate sane di legumi. Legumi che per loro natura ti provocheranno aria nello stomaco.  Aria che potrai certamente tenere, nel tuo vestito stretto come un nodo scorsoio mentre cammini verso un veglione con dei tacchi di 27 cm netti.
COME NO.
E passiamo al tema clou.
Vestiti.
Mentre per gli uomini la situazione è gestibilissima con una camicia e una giacca, per noi donne la situazione peggiora.
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Notate le facce della modella. Sono causate dalla mancanza di aria.

Il tubino.
Il tubino: questa specie di cilindro bel acconciato il cui scopo è quello di far sembrare esplosive le tue tette e  il tuo culo di 2 taglie di meno, e il cui unico risultato è quello di farti venire delle vene varicose 30 anni prima del tempo, e di non permetterti di sedere, ballare bene, respirare. Insomma le solite cose.
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Le scarpe.
Le scarpe, con un tacco sempre superiore ai 12 cm, ti permetteranno di camminare per circa 6 minuti e 25 secondi.
Ma dato che NON PUOI sederti per via del tubino, hai 2 speranze: svenire nelle braccia del tuo fidanzato/di unbelragazzoaccazzochetrovi, oppure SOFFRIRE.
Fin troppe scegliamo la seconda via.
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Le mutande.
LE MUTANDE. LE MUTANDE.
Sempre più gente che ti regala ste cazzo di mutande rosse. Che sbagli a metterle in lavatrice una sera e ti toccheranno mutande color rosa in ogni fottuta variante per le successive 3 settimane. L’altra sera mia zia mi ha regalato una brasiliana e un tanga. ROSSI.
“A zi, dimmi la verità, ma c’ho la faccia da zoccola?”
I Botti.
I botti. Se voi non fate i botti il capodanno non lo vivete. Non prendiamoci per il culo.
Si distinguono tra a terra e in aria.
I conetti.
I conetti sono una sola. E’ una legge universale. E’ indifferente dove li hai comprati, è indifferente la dimensione. SONO UNA TRUFFA AMBULANTE.
Il re della foresta.
Il re della è uno dei più grandi di quelli a terra, e si è evoluto negli anni. Comunque non delude mai. Costa sui 10 euro, e dura ben 2 minuti e mezzo. E se anche la vostra ragazza dice che è poco, per un fuoco d’artificio è molto buono.
In aria.
I fuochi in aria sono meravigliosi. Non importa che una batteria venga quanto due di una a terra. Non importa che per osservarla ti hanno fatto andare nel fango del giardino per avere la distanza di sicurezza, e comunque non vedi una cippa perché sei comunque troppo sotto. Non importa. Sono bellissimi, e ti sentirai come quando avevi 8 anni, restare svegli fino a mezzanotte era un’impresa, e ti ricompensavano con il panettone di fine anno e mezzo dito di spumante, e ti sentivi anche tu un po’ grande.
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I veglioni.
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tu e i tuoi amici non siete così. Ne mai lo sarete.

Un palo al culo per la società.

Dico solo questo, per il resto dell’anno non devo pagare un delirio per entrare in un locale 2×3, dopo una fila che fa una sega alla fila per il nuovo iphone, per un cocktail che mi ubriacavo di più con lo spumante a casa, mentre 37654164515 fotografi di agenzie varie ti fanno foto mentre sembri un ibrido tra una capra sarda e un trans siberiano.
Infine:
IL POST CAPODANNO, ALIAS LA SERA SUCCESSIVA.
La sera peggiore dell’anno.
Sarà che è la prima.
Ma è quella in cui tutte le ansie, tutte le responsabilità, tutto lo studio e il lavoro arretrati che avevi lasciato l’anno prima, tornano.
Più stronzi di prima.
E pensi che forse andare a fare la zoccola con le mutande di capodanno non è poi così male.

BUON ANNO A TUTTI.

Web-Comics #2

Maximumble (&minimumble)
Autore: Chris Hallbeck
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Nascita: 6 dicembre 2010
Lingua: Inglese
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Uscita: una al giorno dal lunedì al venerdì, ma le date possono variare.
Merchandise: Presente: Magliette, tazze, libri.
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(^^ qui la mia striscia preferita in assoluto ^^)

Differenze tra maxi e mini: maximumble è formato da 3 o più pannelli, minimumble solo da uno.
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Grafica: Rimasta costante nei 3 anni, si tratta di stickman che vivono situazioni concludendosi poi in una pun comica tipica delle strip per maximumble e per le “Monostrip” ovvero semplicemente le scene uniche (single panel) di minimumble. Al contrario di altre “strip comic” come ad esempio “Cyanide&Happiness”, lo stile di disegno è costante e invariato negli anni.
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La Storia: Non ci sono delle storie particolarmente ricorrenti o frequenti, ma le battute variano toccando tutti i campi.
Voto: 3 su 5! Nonostante le “pun” non siano mai scontate e sempre molto argute, non si può negare che la grafica rimane molto semplice, e quindi anche se ottiene 5 stellette piene per le battute, rimango con una sola stelletta nella grafica, portando a questo fumetto un punteggio di 3 stelle! 

 

Web Comics #1 Questionable Content

Una delle vignette più famose! Ed è anche una di quelle che mi piace di più!

Una delle vignette più famose! Ed è anche una di quelle che mi piace di più!

Web-Comics #1 Questionable Content (Trad: Contenuto questionabile)
Autore: Jeph Jacques
Nascita: 1 agosto 2003
Lingua: Inglese
Uscita: una al giorno dal lunedì al venerdì, ma le date possono variare.
Merchandise: Presente. Sia Libri che Pupazzi.
Trama: La storia parte dall’incontro tra Marten e Faye, i due protagonisti. Le loro avventure si dirameranno tra l’appartamento dei due, gli appartamenti dei loro amici e “The Coffee of Doom” il caffè gestito dalla barista Dora, aiutata da Faye e altri amici. Ah, ho nominato i robot parlanti e le parti da androide?
Protagonisti:
Marten:
Ragazzo complicato, un po’ Hipster. Lavora alla biblioteca Pubblica.
Faye: Ragazza Tosta e con problemi ad affrontare le emozioni, a causa di un trauma subito da piccola.
Dora: gestisce il Coffee of Doom, punk e bisex. Flirta no-stop. Pintsize: Robo psicopatico, amico di marten. Appassionato di chiappe &poppe.
Hannelore: Figlia del creatore degli Antropc e delle Antrounit, è geniale, germofobica e un po’ paranoica. Lavora anche lei al Coffee of Doom.
Marigold: Nerd, insicura, ultranerd, possiede un antropc, Ipernerd, scrive fan fiction orribili, Ho già detto nerd? Ha una nemesi.
Dale: La nemesi di Marigold. Recentemente, anche il suo frequentante!
Momo: AntroPc di Marigold, lavora anche lei alla biblioteca da quando Marigold le ha “comprato” un aspetto umano. Emily&Claire&Gabby: Fanno l’Internato alla biblioteca. Una di loro è un transessuale, una è un freak show costante e una è stanca delle altre due.
Yelling bird: ogni volta che non ci sarà una vignetta per motivi vari, Yelling Bird ci farà compagnia con delle considerazioni sul mondo e sul suo cul… ehm, sulla sua personalità.
Grafica: Negli anni la grafica è andata migliorando. Prima era molto più bidimensionale, adesso i disegni sono molto più completi e profondi. Ogni fumetto è su una pagina intera, lettura da sinistra a destra.
La Storia: La varietà dei personaggi è ottima, la storyline non si rivela mai noiosa, e l’inserire elementi quali i robot parlanti e le navi spaziali è puramente geniale.
Non è solo comica, ha anche livelli di introspezione molto alti.
Voto: 5 su 5!